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Erasmus+

EU programme for education, training, youth and sport

Questa pagina web non riprende ancora il contenuto della guida del programma Erasmus+ 2022. Tuttavia è possibile scaricare la guida integrale per il 2022 nella lingua prescelta in formato PDF tramite il pulsante "Download" sul lato destro della pagina.

Fase 3: Verifica delle condizioni finanziarie

Forme di sovvenzione

La sovvenzione può assumere le forme seguenti:

  • rimborso di una determinata percentuale dei costi ammissibili effettivamente sostenuti: ad es. l'importo concesso nell'ambito delle azioni di mobilità dell'azione chiave 1 per coprire i costi per la fornitura di una garanzia finanziaria;
  • rimborso sulla base di costi unitari, che copre tutte le categorie o alcune specifiche categorie di costi ammissibili chiaramente identificate in anticipo con riferimento a un importo unitario: ad esempio l'importo concesso per il sostegno individuale nel quadro dei progetti di mobilità nel campo dell'istruzione, della formazione e della gioventù;
  • importi forfettari, che coprono in termini globali tutte le categorie o alcune specifiche categorie di costi ammissibili chiaramente identificati in anticipo: ad esempio l'importo concesso per contribuire all'attuazione di progetti in partenariato su scala ridotta;
  • finanziamenti a tasso fisso, che coprono in termini globali tutte le categorie o alcune specifiche categorie di costi ammissibili chiaramente identificati in anticipo, applicando una percentuale: ad es. l'importo concesso per coprire le attività di sviluppo del sistema e di sensibilizzazione nei progetti di mobilità degli animatori socioeducativi;
  • una combinazione delle forme summenzionate.

Il meccanismo di finanziamento applicato nell'ambito del programma Erasmus+ nella maggior parte dei casi prevede sovvenzioni calcolate in base al rimborso sulla base dei costi unitari o di somme forfettarie. Questo tipo di sovvenzione aiuta i richiedenti a calcolare in maniera semplice l'importo della sovvenzione richiesto e facilita una pianificazione finanziaria realistica del progetto.

Per sapere quale tipo di sovvenzione è applicato a ogni voce di finanziamento nell'ambito di ogni azione Erasmus+ descritta in questa guida, consultare la parte B.

PRINCIPI CHE SI APPLICANO ALLE SOVVENZIONI DELL'UE

Non retroattività

Non sono previste sovvenzioni UE retroattive per progetti già conclusi.

Una sovvenzione dell'UE può essere concessa a un'azione già avviata solo se il richiedente può dimostrare nella proposta di progetto la necessità di avviare l'azione prima della firma della convenzione di sovvenzione. In questi casi i costi ammissibili al finanziamento non possono essere anteriori alla data di presentazione della domanda di sovvenzione.

Se il richiedente inizia ad attuare il progetto prima della firma della convenzione di sovvenzione, lo fa a proprio rischio.

Presentazioni multiple

Nel caso di presentazioni multiple della stessa domanda nello stesso ciclo di selezione alla stessa agenzia nazionale o all'Agenzia esecutiva, l'agenzia nazionale o l'Agenzia esecutiva riterranno valida sempre l'ultima versione presentata prima della scadenza.

Per le azioni gestite dalle agenzie nazionali, nel caso di presentazioni multiple della stessa domanda da parte dello stesso richiedente a diverse agenzie, tutte le domande saranno respinte. Qualora domande pressoché identiche o simili siano presentate a una stessa agenzia o ad agenzie differenti da uno stesso richiedente o da richiedenti differenti, tali domande saranno tutte sottoposte a una valutazione specifica e potranno essere tutte respinte.

Tutte le domande relative a progetti e accreditamenti devono presentare contenuti originali redatti dal richiedente o da altre organizzazioni che presentano congiuntamente la domanda di sovvenzione. Nessun'altra organizzazione o nessun altro individuo esterno possono essere pagati per la redazione della domanda.

Divieto di cumulo

A ciascun progetto finanziato dall'UE può essere concessa una sola sovvenzione dell'UE a favore di uno stesso beneficiario. In nessun caso il bilancio dell'Unione finanzia due volte i medesimi costi.

Per evitare il rischio di doppio finanziamento, il richiedente deve indicare le fonti e gli importi degli altri finanziamenti eventualmente ricevuti o richiesti durante l'anno, sia per lo stesso progetto che per qualsiasi altro progetto, comprese le sovvenzioni di funzionamento. Per le azioni gestite dalle agenzie nazionali, tali informazioni saranno fornite nel modulo di domanda. Per le azioni gestite dall'Agenzia esecutiva, tali informazioni saranno fornite mediante autocertificazione.

Senza scopo di lucro

Una sovvenzione finanziata dal bilancio dell'Unione non può avere per scopo o effetto un profitto nell'ambito del progetto realizzato dal beneficiario. Si definisce profitto un surplus delle entrate, calcolato al momento del pagamento a saldo, rispetto ai costi ammissibili dell'azione o del programma di lavoro, in cui le entrate sono limitate alla sovvenzione dell'Unione e ai ricavi generati da tale azione o programma di lavoro[1]. Il principio del divieto del fine di lucro non si applica a sovvenzioni erogate nella forma di costi unitari, somme forfettarie o finanziamenti a tasso fisso, comprese le borse di studio, né alle richieste di sovvenzione di importo non superiore a 60 000 EUR.

Qualora vi sia profitto, la Commissione ha il diritto di recuperare la percentuale di profitto corrispondente al contributo dell'Unione ai costi ammissibili effettivamente sostenuti dal beneficiario nel realizzare l'azione o svolgere il programma di lavoro.

Ai fini del calcolo del profitto generato dalla sovvenzione non si terrà conto del cofinanziamento sotto forma di contributi in natura.

Cofinanziamento

Le sovvenzioni dell'UE inoltre rappresentano un incentivo alla realizzazione di progetti che non sarebbero fattibili senza il sostegno finanziario dell'UE e si basano sul principio del cofinanziamento. Il cofinanziamento prevede che la sovvenzione dell'UE non finanzi interamente i costi del progetto, che deve essere finanziato mediante fonti di cofinanziamento diverse dalla sovvenzione dell'UE (ad esempio risorse proprie del beneficiario, reddito generato dall'azione, contributi finanziari di terzi).

Quando la sovvenzione è concessa nella forma di costo unitario, di somma forfettaria o di finanziamento a tasso fisso – è il caso della maggior parte delle azioni trattate in questa guida – i principi del divieto del fine di lucro e del cofinanziamento sono assicurati dalla Commissione quando definisce, in anticipo, i tassi o le percentuali di tali costi unitari, somme forfettarie e finanziamenti a tasso fisso per l'intera azione. In linea generale il rispetto dei principi del divieto del fine di lucro e del cofinanziamento è dato per scontato e pertanto i richiedenti non sono tenuti a fornire informazioni sulle fonti di finanziamento diverse dalla sovvenzione dell'UE e né a giustificare i costi sostenuti per il progetto.

Nondimeno, l'erogazione della sovvenzione basata sul rimborso sulla base dei costi unitari, di somme forfettarie o di finanziamenti a tasso fisso non pregiudica il diritto di accesso ai registri dei beneficiari. Se a seguito di un controllo o di un audit risulta che l'evento generatore non si è verificato (p. es. le attività del progetto non sono state realizzate nel modo approvato in fase di presentazione della domanda, i partecipanti non hanno preso parte alle attività ecc.) e al beneficiario è stato erogato un versamento indebito di una sovvenzione basata sul rimborso sulla base del contributo ai costi unitari, a somme forfettarie o a finanziamenti a tasso fisso, l'agenzia nazionale o l'Agenzia esecutiva hanno facoltà di recuperare l'importo della sovvenzione. Allo stesso modo, se le attività intraprese o i risultati prodotti non sono attuati o la loro attuazione è carente (compreso il mancato rispetto di un obbligo contrattuale), la sovvenzione può essere ridotta, tenendo conto della misura in cui l'azione è stata completata. A scopi statistici e di monitoraggio la Commissione europea può inoltre svolgere indagini su campioni di beneficiari al fine di quantificare i costi effettivi sostenuti nell'ambito di progetti finanziati mediante rimborso sulla base del contributo ai costi unitari, delle somme forfettarie o del finanziamento a tasso fisso.

DISPOSIZIONI SPECIFICHE APPLICABILI ALLE SOVVENZIONI EROGATE SULLA BASE DEL RIMBORSO DI UNA DETERMINATA PERCENTUALE DI COSTI AMMISSIBILI

Quando la sovvenzione dell'UE è concessa sotto forma di rimborso di una determinata percentuale dei costi ammissibili, si applicano le disposizioni indicate di seguito[2].

Costi ammissibili

Una sovvenzione dell'UE non deve superare l'importo totale stabilito al momento della selezione del progetto sulla base di costi ammissibili stimati indicati nell'allegato di bilancio. Sono costi ammissibili i costi effettivamente sostenuti dal beneficiario di una sovvenzione che soddisfano tutti i seguenti criteri:

  • sono stati sostenuti nel periodo di realizzazione del progetto, ad eccezione dei costi relativi alla stesura delle relazioni finali e alla presentazione dei certificati di audit;
  • sono indicati nel bilancio stimato del progetto;
  • sono necessari per l'attuazione del progetto oggetto della sovvenzione;
  • sono identificabili e verificabili, in particolare sono iscritti nei documenti contabili del beneficiario e sono determinati secondo i principi contabili vigenti nel paese in cui è stabilito il beneficiario e le consuete prassi contabili di quest'ultimo;
  • soddisfano le disposizioni della legislazione tributaria e sociale applicabili;

sono ragionevoli, giustificati e conformi al principio della sana gestione finanziaria, in particolare sotto il profilo dell'economia e dell'efficienza;

I costi ammissibili possono essere diretti o indiretti.

Costi diretti ammissibili

I costi diretti ammissibili per l'azione sono i costi che, tenendo debitamente conto delle condizioni di ammissibilità di cui sopra, sono identificabili come costi specifici direttamente legati alla realizzazione dell'azione e che possono quindi essere imputati direttamente ad essa. Oltre ai costi diretti ammissibili che saranno indicati nell'invito a presentare proposte, sono considerate ammissibili anche le seguenti categorie di costi:

  • costi relativi a una garanzia di prefinanziamento costituita dal beneficiario della sovvenzione, ove detta garanzia sia richiesta dall'agenzia nazionale;
  • costi inerenti ai certificati relativi ai rendiconti finanziari e alle relazioni sulle verifiche operative, ove tali certificati o relazioni siano richiesti dall'agenzia nazionale a sostegno delle richieste di pagamento;

costi di ammortamento, purché effettivamente sostenuti dal beneficiario.

Le procedure interne contabili e di audit del beneficiario devono consentire la diretta riconciliazione dei costi e dei ricavi dichiarati in relazione al progetto con i rispettivi prospetti contabili e documenti giustificativi.

Imposta sul valore aggiunto (IVA)

L'imposta sul valore aggiunto sarà considerata un costo ammissibile solo se non si potrà recuperare ai sensi della normativa nazionale sull'IVA applicabile[3][2]. L'unica eccezione è costituita dalle attività o dalle operazioni che gli Stati, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti pubblici esercitano in quanto pubbliche autorità[4][3]. Inoltre:

  • l'imposta detraibile non effettivamente detratta (a causa di condizioni nazionali o della noncuranza dei beneficiari) non è ammissibile;
  • la direttiva IVA non si applica ai paesi terzi. Le organizzazioni dei paesi partner possono essere esentate dal versamento di imposte (compresa l'IVA), diritti e oneri in caso di accordo sottoscritto tra la Commissione europea e il paese partner nel quale è stabilita l'organizzazione.

Costi indiretti ammissibili

I costi indiretti sono costi che non sono direttamente legati alla realizzazione dell'azione e quindi non possono essere attribuiti direttamente ad essa.

Per alcune tipologie di progetti (per dettagli sulle norme di finanziamento delle azioni, vedere la parte B di questa guida) sono ammissibili costi indiretti per un importo forfettario non superiore al 7 % dei costi diretti ammissibili del progetto (eccetto costi volontari, se del caso); i costi indiretti rappresentano le spese amministrative generali del beneficiario che non sono già coperte dai costi diretti ammissibili (ad esempio fatture per l'energia elettrica o per l'uso di Internet, costi per le sedi ecc.), ma che possono essere considerate imputabili al progetto.

I costi indiretti non possono includere i costi già iscritti in un'altra categoria di bilancio. Non sono ammissibili costi indiretti nel caso in cui il beneficiario riceva già una sovvenzione di funzionamento a carico del bilancio dell'Unione (ad esempio nel contesto dell'invito a presentare proposte relativo alla cooperazione della società civile nell'ambito del programma Erasmus+).

Costi non ammissibili

I seguenti costi non sono considerati ammissibili:

  • rendimento del capitale e dividendi pagati da un beneficiario;
  • debiti e relativi oneri;
  • accantonamenti per perdite o debiti;
  • interessi passivi;
  • crediti dubbi;
  • perdite dovute a operazioni di cambio;
  • costi dichiarati dal beneficiario nell'ambito di un'altra azione che riceve una sovvenzione finanziata a titolo del bilancio dell'Unione;
  • spese eccessive o sconsiderate;
  • contributi in natura da parte di terzi;
  • nel caso di locazione o leasing di attrezzature, il costo dell'opzione di acquisto alla fine del periodo di locazione o leasing;
  • costi di apertura e gestione di conti bancari (compresi i costi applicati dalla banca al beneficiario sui bonifici da/verso l'agenzia nazionale o l'Agenzia esecutiva).
  • IVA, quando considerata recuperabile ai sensi della normativa nazionale sull'IVA applicabile (cfr. il precedente paragrafo sull'imposta sul valore aggiunto);

Fonti di finanziamento

Il richiedente deve indicare nel modulo di candidatura i contributi provenienti da fonti di finanziamento diverse dalla sovvenzione dell'UE. Il cofinanziamento esterno può assumere la forma di risorse proprie del beneficiario, contributi finanziari di terzi o redditi generati dal progetto. Se al momento della valutazione finale e della richiesta di pagamento del saldo è comprovata l'esistenza di un'eccedenza nel reddito (cfr. la sezione "Divieto del fine di lucro e cofinanziamento") rispetto ai costi ammissibili sostenuti per il progetto, l'agenzia nazionale o l'Agenzia esecutiva possono recuperare la percentuale di profitto corrispondente al contributo dell'UE ai costi ammissibili effettivamente sostenuti dal beneficiario per realizzare il progetto. Questa disposizione non si applica ai progetti per cui la sovvenzione richiesta non supera i 60 000 EUR.

I contributi in natura da parte di terzi non sono considerati come possibili fonti di cofinanziamento.

  1. A tal fine le entrate sono limitate al reddito generato dal progetto, nonché ai contributi finanziari specificamente destinati dai donatori al finanziamento dei costi ammissibili. Il profitto (o la perdita) secondo la suddetta definizione è dato pertanto dalla differenza tra:

    • l'importo della sovvenzione accettata in via provvisoria e il reddito generato dall'azione e
    • i costi ammissibili sostenuti dal beneficiario.

    Qualsiasi profitto realizzato sarà inoltre recuperato. L'agenzia nazionale o l'Agenzia esecutiva hanno il diritto di recuperare la percentuale di profitto corrispondente al contributo dell'Unione ai costi ammissibili effettivamente sostenuti dal beneficiario nel realizzare l'azione. Ulteriori chiarimenti sul calcolo del profitto saranno forniti per le azioni che prevedono sovvenzioni sotto forma di rimborso di una determinata percentuale dei costi ammissibili.

  2. Per le azioni gestite dall'Agenzia esecutiva, le disposizioni finanziarie applicabili sono presentate in dettaglio nel modello di convenzione di sovvenzione pubblicato nel portale "Funding and Tender Opportunities".

  3. [2] Negli Stati membri la legislazione nazionale in materia di IVA recepisce la direttiva 2006/112/CE.

  4. [3] Cfr. articolo 13, paragrafo 1, della direttiva.